Scacco al Gioco d’Azzardo in 10 Mosse
10 January 2012 | By: Casinotop10 Un’interrogazione in 10 punti: dopo l’annuncio in un’intervista esclusiva su questo sito, il senatore del Pdl, Raffaele Lauro ha mantenuto la sua promessa. Continua la battaglia al gioco d’azzardo, o meglio ai rischi per i cittadini italiani a causa della malavita che ruota attorno ai tavoli verdi. L’esponente del Popolo delle Libertà, classe 1944 di Sorrento, si sta facendo portavoce di una piaga che colpisce soprattutto il Sud Italia e nello specifico proprio la sua terra, con effetti non meno pericolosi sul resto del territorio nazionale. Nel mirino di Lauro per la prima volta non sta finendo il gioco, ma i concessionari, trait d’union tra il mondo del betting e i cittadini. Durissima e ineccepibile l’interrogazione del Senatore al ministro degli Interni: un vero colpo al cuore ai titolari delle sale giochi “vera e propria pestilenza del terzo millennio nella penisola sorrentina”, causa, tra l’altro, di indebitamento di padri di famiglia, di ricerca affannosa di denaro da parte dei giovani, di sfaldamento dei principi etici e morali delle popolazioni locali. Sempre nell’intervista concessa in esclusiva su questo portale, Lauro aveva precisato: “Combatto questa battaglia dal primo giorno, in cui sono entrato in commissione Antimafia e ho proposto la prima relazione sul gioco d’azzardo, tra la distratta indifferenza dei miei colleghi.” “Poi la commissione ha approvato due relazioni e ha chiesto al legislatore delle misure urgenti di tutela. Il Senato ha approvato le relazioni all’unanimità, ma i disegni di legge non vengono ancora calendarizzati.Alla Camera non si è aperto neppure un dibattito sulle relazioni. In una recente intervista radiofonica ho manifestato il gravissimo timore che i signori del gioco controllino anche l’autonomia degli organi costituzionali”. Ecco dunque l’interrogazione sorretta da 10 pilastri e quindi da dieci risposte che il Senatore si attende: 1. il numero delle sale da gioco, autorizzate dalle Amministrazioni Comunali, operanti attualmente sui territori dei Comuni di Sorrento, Massa Lubrense, S. Agnello, Piano di Sorrento, Meta, Vico Equense, Capri ed Anacapri 2. la dislocazione logistica di queste sale, rispetto ai centri abitati e rispetto a luoghi particolarmente sensibili, come istituti scolastici e chiese; 3. la titolarità delle singole licenze, autorizzazioni o concessioni, facenti capo sia a persone fisiche che a società personali o di capitali 4. la regolarità amministrativa dei procedimenti autorizzativi, con l’indicazione dettagliata dei tempi istruttori, dalla data della domanda presentata a quella della concessione 5. il numero delle domande, per ciascun comune, non ancora evase, già presentate, con la data di presentazione e la titolarità delle richieste; 6. i regolamenti adottati dai singoli comuni, se adottati, finalizzati alla disciplina dell’esercizio dell’attività nelle sale da gioco, con particolare riferimento all’ordine pubblico, alla tutela dei minori e dei ludopatici, nonchè all’indotto criminogeno (spaccio stupefacenti, usura); 7. i dispositivi di sicurezza, finora adottati dalle forze di polizia locali, in raccordo con le polizie municipali, per il controllo delle attività nelle sale da gioco, con particolare riferimento alla tutela dei minori; 8. le operazioni di polizia e le inchieste della magistratura, non coperte da segreto istruttorio, che abbiano finora interessato titolari delle licenze di sale da gioco, operanti nella penisola sorrentina; 9. l’elenco dei titolari delle sale da gioco, persone fisiche o società, che abbiano, oltre che in penisola sorrentina, altre licenze analoghe in comuni della provincia di Napoli, della Regione Campania o sul territorio nazionale; 10. se è stato finora attivato, ai fini preventivi, un monitoraggio antimafia sulla penisola sorrentina, in relazione anche alla proliferazione delle sale da gioco, da parte della DIA e della DDA, territorialmente competenti. Non è campanilismo la specifica sul territorio campano, ma è frutto delle indagini degli ultimi due anni, in cui la regione del Sud Italia si è fregiata di primati preoccupanti: Usura. Secondo una stima risalente all’anno scorso e pubblicata su Repubblica.it, nell’indicatore di diffusione dell’usura italiana, la Campania aveva già raggiunto il più alto tasso di presenza di questa piaga sociale, cioè 174, la Calabria si collocava a livello 144, mentre le regioni meno afflitte dal ricorso agli usurai erano l’Emilia Romagna (73), il Veneto (71) e all’ultimo posto si collocava il Friuli-Venezia Giulia (66). Napoli capitale del gioco d’azzardo. Ma non solo. La Campania è di gran lunga la regione dove si gioca di più: basti pensare che a metà del 2011, nel testa a testa con la Lombardia la raccolta partenopea era di 267,2 milioni di euro, staccando di ben 80 milioni di euro Milano e dintorni (181,3 milioni di raccolta) che si trovava al secondo posto. Articolo di: L.C.