Hold’em online: Come sfruttare gli errori degli avversari (errori nei primi livelli, giocare troppi mani ecc)

L’hold’em è senza dubbio la tipologia di video poker più giocata al momento, sia nella versione real che in quella online. Grazie all’esperienza acquisita nel tempo di studiosi e giocatori di tutto il mondo stanno nascendo da vere e proprie fonti statistiche, una sorta di elenchi che comprendono gli errori più diffusi da parte dei giocatori di questa disciplina tanto amata e così in voga in questi anni.
vediamo quindi assieme gli errori commessi maggiormente dai giocatori di texas hold’em, per poterli approfondire e cercare di sfruttare le mancanze dei nostri avversari a nostro vantaggio.
L’errore principale ed onnipresente nei tavoli di Texas, e che evidenzia in modo palese la presenza al tavolo di giocatori inesperti, sta semplicemente nel giocare troppe mani, giocarle in maniera indifferenziata, senza valutarne la forza assoluta (il punteggio specifico della mano) e quella relativa (la valenza rispetto a quelle degli avversari, alla tua posizione, ed alle carte del board).
Giocare molte mani inoltre, rappresenta una debolezza evidente di chi gioca per giocare, o per noia, o per interazione sociale, o per qualsiasi altro motivo che non sia la pura e semplice passione per il gioco e per la soddisfazione data dalla vittoria.
Questo errore è comune quanto semplice da sfruttare, soprattutto quando abbiamo la fortuna di ricevere una mano con un punteggio più che buono. E’ il caso in queste situazioni, di giocare con puntate sostanziose ma non spaventose, in modo da tirarsi dietro call e gonfiare un piatto che con tutta probabilità sarà nostro.
Altro errore molto diffuso è quello di giocare a hold’em affidandosi troppo ai progetti (parliamo in questo caso di mani oltre il flop). I giocatori a livelli medio bassi si lasciano spesso prendere dall’entusiasmo quando hanno 4/5 di colore o peggio progetto di scala ad incastro. In questa situazione essi dimenticano (se mai l’hanno imparato …) di affidarsi più alla matematica che alla fortuna ed attendono l’unica (o spesso le due carte) mancanti come attendessero un terno al lotto. Tanta speranza e poco guadagno, almeno statisticamente parlando.
Questo errore è leggermente più difficile da sfruttare, anche perché non è immediatamente riconoscibile, se non dalla reazione troppo entusiastica all’arrivo di una carta di un determinato seme.
Altro errore madornale dettato dall’inesperienza è senza dubbio il calcolo errato del punteggio della propria combinazione di hole cards e community cards. Sembra scontato ma spessissimo i giocatori spingono il proprio gioco perché sbagliano nel riconoscere il proprio punteggio. Che sia distrazione, o pura e semplice ignoranza, capita che fino all’ultimo qualche giocatore è convintissimo di avere il punteggio migliore e non si rende conto che magari a terra ci sono 3 o 4 carte di un seme che non ha e spinge il proprio punteggio a vantaggio di un avversario che si aggiudica il piatto con il colore.
Errore inverso a quanto appena discusso è l’essere patologicamente Tight, ovvero, in gergo, essere Rock (Roccia in inglese).
I giocatori Rock non giocano quasi mai, se non con hole card perfette (KK, AA al peggio, per i più temerari QQ), e non rischiano le proprie fiches con mani altamente speculative, ammesso che non siano in posizione di blind.
Questi sono coloro da cui è possibile ricavare il meglio durante gli stadi ultimi dei tornei, se si impara ad incutere un certo timore con puntate calibrate e a rubare in questo modo blind e ante sostanziosi.
Insomma, portandoti ad una dotta conclusione della questione, c’è da assorbire dai giocatori migliori di te ed allo stesso modo è possibile imparare a sfruttare quelli che se la cavano peggio di quanto non faccia tu. Il poker non è solo matematica, non è solo fortuna, non è soltanto un gioco di carte, è anche e soprattutto un gioco di persone.

Leave a Reply