Il giocatore di poker famoso piú forte
Questa è una affermazione con cui non tutti saranno d’accordo, ma si sa, il mondo è bello perché è vario, ed è per questo che su questo argomento critici e studiosi ancora si danno battaglia tra loro e sostengono con vigore ognuno le proprie idee. Chiedere questo nel mondo del poker é come chiedere chi era il piú forte, Pelé o Maradona? Tutti hanno un’opinione.E’ una questione di percezione credo, di cosa si riceve, in termini di stima, di sensazioni a pelle per esempio, ma anche spesso è una questione di resa economica, che porta qualcuno a elogiare più di altri un determinato giocatore di poker. Per le sue doti, dunque, ma anche per i suoi guadagni e perché no, per la fama che si è riuscito a guadagnare con la sua bravura o con altri metodi più o meno discutibili.Ma se c’è un uomo, che è riuscito a racchiudere ed a perpetrare nella sua vita, vincite, stile perfetto, lucidità, e umanità (che non fa mai male) quello è il mitico Daniel Negreanu.Daniel è nato a Toronto il 26 Luglio di 35 anni fa ma ha (ottimo) sangue rumeno ed era un buon giocatore di biliardo.Quando ha abbracciato il poker, la sua determinazione lo ha spinto subito a fare sul serio, studiando incessantemente e con analisi certosine libri, show dal vivo e video registrati per tal proposito.E da quel momento non ha mai smesso di analizzare, scomporre, valutare, ogni singola carta, ogni singola sessione ed ogni singolo giocatore.Il classico giocatore calcolatore verrebbe da pensare, il cui studio e la conseguente tattica sviluppato gli hanno fatto vincere fino a 6 eventi nelle stesse WSOP (anno 2004).Dice di preferire il cash ai tornei, che considera più sfide a sé stesso che un modo per far quadrare i conti a casa e quando gioca non dimentica mai le cuffiette da cui ascolta una musica soft che pare lo aiuti a rilassarsi ed a focalizzare la sua attenzione su ciò che è veramente importante.E non si limita mai al puro e semplice gioco ai tavoli il nostro ragazzo, soprannominato non a caso Kid Poker, ma scrive molto, ed in particolare ha collaborato a quella che da molti è considerata a ragione il sequel della Bibbia del poker.Si tratta di un libro, Super System 2, libro che vede la paternità di un altro grande del poker, il veterano (e ormai vetusto) Doyle Brunson, edito nel 2007 come seguito di Super System, che era uscito nel 1979.entrambi quasi biografie, ma contengono una serie di capitoli di tattiche trucchi e strategie scritti con la collaborazione di tantissimi pezzi grossi del poker internazionale.E poi ha cominciato ad insegnare su un sito internet personale, una vera è propria scuola di poker con lezioni divise per sezioni ed argomenti. Il suo nome è Poker VT, dove VT sta per Virtual Training. Ha anche scritto più di 100 articoli per Card Player Magazine, una delle più autorevoli riviste di poker a livello mondiale.Perché Daniel è per me il miglior giocatore di poker al mondo?Perché possiede tutte le qualità che un buon giocatore necessita, e le padroneggia tutte alla perfezione.Ha delle capacità di lettura straordinarie, una tattica di gioco tranquilla ma tagliente, il cui clou spesso è il suo potere di multilevel thinking, ovvero la capacità di pensare per gradi, rispetto ai pensieri di chi gli è attorno.Non vedrai mai Daniel in tilt, o nervoso, nemmeno sovrapensiero, è sempre, nonostante il mondo che gli gira intorno, tranquillo, pacato e micidiale.E se non bastasse, pare non aver nessun difetto anche in campi fuori dal professionale.E’ vegan convinto, pratica sport regolamente, è molto amato da amici ed appassionati e, cosa che reputo tra le più importanti, nessun giornalista o fotografo è riuscito fino ad ora a poterlo ritrarre in situazioni poco consone, come invece succede ai tavoli e fuori per quasi tutti i suoi colleghi.Insomma un uomo da seguire come modello, perché pare che la vita di Las Vegas su abbia lasciato solo il meglio e non sia riuscita ad intaccare il suo essere ottimo uomo prima di ottimo giocatore.Questa è la mia, a voi l’ardua sentenza.